Il nuovo Cosenza visto dalla tribuna con un occhio ad Aureliano

Roberto Stancati

Roberto Stancati

Finalmente un buon Cosenza che al cospetto della corazzata Brescia ottiene un punto prezioso in ottica salvezza. Lupi devastanti nei primi venti minuti anche per l’espulsione in apertura del neo acquisto Adorni per fallo da ultimo uomo sullo scatenato Laura.I silani sprecano con Liotti, poi con Laura e la squadra gira al meglio sino a quando non viene ristabilita la parità numerica per il doppio giallo a Ndoj a lungo contestata. Da quel momento maggiore equilibrio e, nella ripresa, Brescia sul proscenio con il Cosenza che stavolta lottava e sapeva soffrire davanti ai vari Moreo, Palacio ecc.. Ecco, quello che ci è piaciuto è stato lo spirito di sacrificio della squadra rossoblù, tutt’altra cosa rispetto al passato recente. Dopo più di tre mesi porta imbattuta, e tra la trasferta di Cittadella e oggi un solo gol al passivo; senza nulla togliere agli altri giocatori meritevoli tutti di applausi, sicuri che il rientro di Vaisanen non ha influito? Il finlandese ha registrato e diretto il reparto da par suo e anche l’innesto di Hristov è stato determinante. A centrocampo bene Kongolo e bene Palmiero liberato dalla forzata coesistenza con Carraro, in avanti detto di Laura, sempre pungente Caso ma tutti, ripeto, hanno dato il meglio con Situm e Matosevic alla ribalta cosi come Di Pardo ottimo quando ha sostituito Liotti. Chiaro, c’è molto da lavorare, ma il Cosenza visto oggi sembra in grado di gestire le prossime sette partite in un mese e dire la sua in chiave salvezza magari con l’aiuto di quel pubblico che colpevolmente e per sterili polemiche ha, in parte, disertato il Marulla. Infine il Cosenza interrompe la serie, cinque, delle consecutive sconfitte interne e rimanda l’appuntamento con la vittoria N.1100, mentre il Brescia interrompe la striscia esterna di 5 vittorie consecutive e il nervoso Inzaghi rimanda l’appuntamento con la vittoria N.100 in panchina.

Aureliano, chiamato a sostituire Volpi indisponibile, complessivamente ha lasciato a desiderare non fischiando molti falli e gestendo la partita peccando di protagonismo. Giusto espellere Adorni all’alba della partita per fallo da ultimo uomo, contestata la seconda ammonizione e relativa espulsione di Ndoj; in effetti quest’ultimo prende in pieno la palla ma con il nuovo regolamento ricordiamo che si punisce l’intervento se considerato pericoloso, anche se non sempre lo stesso regolamento viene applicato in modo uniforme. Per il resto troppi i falli su Caso ignorati e pochi i cartellini per i nervosi lombardi, per non parlare di mister Inzaghi per 100 minuti fuori dall’area tecnica senza che nemmeno il quarto uomo Arena battesse ciglio. Infine niente da dire sulla prova dei due assistenti Muto e Di Giacinto, prova esente da pecche.

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