Cosenza, che carattere!

Carmine Calabrese

Carmine Calabrese

Lezione di calcio. Il secondo tempo di Parma-Cosenza dovrebbe e potrebbe essere scelta come la partita più intensa, giocata dal Cosenza in trasferta. Personalità, aggressività e tenuta del campo, hanno permesso ai silani di conquistare un pari che, però, sta decisamente stretto agli uomini di Zaffaroni.

La partita del Tardini, infatti, ha dato dimostrazione che questo Cosenza ha la possibilità di giocarsi le partite con tutte le avversarie, purché lo faccia a viso aperto. Le trasferte di Benevento e Lecce sono sembrate un lontano ricordo. Zaffaroni si è presentato in Emilia con alcuni cambi di formazione: fuori capitan Corsi, dentro Anderson. Con Vallocchia e Venturi con una chance dal 1′.

Nel primo tempo, però, la squadra ha sbagliato atteggiamento, soprattutto mentale, soffrendo la veemenza dei padroni di casa e favorendo il vantaggio di Juric, abile a “bruciare” Tiritiello. Nel gol dei ducali, c’è anche la complicità di Venturi, poco reattivo e attento a controllare Inglese, permettendo all’attaccante di servire un pallone facile facile per il compagno di reparto. Il Cosenza accusa il colpo, sbanda e va in confusione. Ma, nonostante il pressing dei padroni di casa, riesce a contenere i danni, impedendo al Parma di dilagare. Il duplice fischio finale, serve a Zaffaroni per mettere le cose a posto, lavorando sulla tenuta mentale dei suoi giocatori.

Dal “ventre” del Tardini, infatti, esce un Cosenza nuovo, non tanto negli uomini e nel modulo ma, nell’atteggiamento. Il Cosenza cresce, mostra i muscoli e toglie certezze ai padroni di casa. È un Cosenza pratico, concreto, meno intimorito. I Lupi, infatti, giocano con semplicità e, minuto dopo minuto, prendono le misure al Parma e possesso del centrocampo. I padroni di casa, si spengono.

I 1.272 sugli spalti del settore ospiti, incitano i Lupi. È uno spettacolo nello spettacolo. Il Cosenza macina gioco e all’ennesimo tentativo di forcing, trova il jolly. È il 73′: Tiritiello svetta più alto di tutti e “buca” Buffon, costringendo l’ex portiere di Juventus e Nazionale a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Pochi minuti dopo, è Caso a sfiorare il sorpasso. Il tiro, deviato da un tocco di un difensore, finisce fuori.

Ma la più colossale delle occasioni, arriva sul gong del minuto 94: Millico serve un bel pallone al limite dell’area a Gerbo che scarta un avversario e tira. Il pallone tocca la parte alta della traversa. Finisce 1-1.

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