Cosenza, “malato” da trasferta

Carmine Calabrese

Carmine Calabrese

Così, non va. Lontano dal “Marulla”, il Cosenza, si dimostra piccolo, inconsistente, inesperto, prevedibile, scontato, impaurito. Forse, più di se stesso e dei propri limiti che della forza e della cattiveria agonistica degli avversari. Limiti, non solo strutturali ma, anche caratteriali. Non può reggere, come alibi, l’assenza forzata di Vaisanen, l’infortunio di Tiritiello, il ritardo di preparazione. C’è da evidenziare come, soprattutto fuori casa, il tecnico Zaffaroni non sappia leggere la partita. Così, come è evidente l’assenza di un leader, capace di caricarsi la squadra sulle spalle. Pur volendo essere buoni e giustificare le amnesie di Pirrello e Minelli, come segno di inesperienza, mi chiedo, perché non puntare su Venturi o pensare a trovare, tra gli svincolati, qualche rinforzo di qualità. Come già successo a Benevento, anche a Lecce, il Cosenza si veste da agnello, pronto a farsi sbranare. Anche a “Via del Mare”, i Lupi giocano, esclusi i primi 20-25′, una partita sconnessa, tanto sotto l’aspetto mentale, tanto sotto il profilo tattico. Ed è proprio questa trasformazione tra le mura amiche e fuori casa che preoccupa. Ed è proprio questa mancanza di cattiveria, se vogliamo, anche di esperienza e di quella buone dose di “cazzimma”, che penalizza la squadra. Non so, se esista una spiegazione logica a tutto questo. Questione di testa? Di carattere? Di “fame”? Beh, davvero non saprei che rispondere. Di certo, è evidente che, anche oggi a Lecce, la partita è stata, persa da Zaffaroni che, ancora una volta, come già successo allo stadio Vigorito, ha presentato una squadra molle, chiedendo ai suoi ragazzi di badare a contenere l’undici leccese. Il gol di Stafezza, a quindici dal termine del primo tempo, con un tiro da fuori area, con la complicità della retroguardia silana, trova il gol. Tre minuti dopo, anche se in affanno, Vigorito fa lo scatto atletico giusto per evitare che Coda faccia bis. Ma, Coda, fa quello che vuole al 46′: Calabresi, pennella un assist sulla testa del bomber giallorosso che, comodo comodo, indovina l’angolo superando Vigorito. Il 2-0 taglia le gambe e affonda i Lupi. La ripresa, ricomincia con un altro gol. È ancora un regalo: Strefezza pesca libero in area Bjorkengren che, complice un rimpallo sull’uscita di Vigorito, mette dentro il 3-0. Il Cosenza, sparisce, se mai sia entrato, in campo e il Lecce si diverte a prendere a pallonate la porta di Vigorito, che, solo con l’aiuto del palo e con quale precipitazione di troppo, per fortuna aggiungo, si salva e gli avversari non trovano il modo di “affossare” ancora di più i Lupi. Quelli che, non perdono sono solo gli Ultrà che, come già successo in Sannio, non smettono, nemmeno per un secondo, di incitare i rossoblù. Al 67′ il Cosenza segna, è merito di Florenzi, entrato al posto di Anderson, che, caparbiamente conquista un pallone, serve Gori che, vede Caso e gli offre l’occasione di andare in gol. Poi, il nulla.

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