Dalla prima “gioia” di Pernigo al sasso che colpisce Delfino, dalla doppietta di Marcello prima al rigore parato dallo “sceriffo” Lattuada: storia di Benevento-Cosenza

Ernesto Pescatore

Ernesto Pescatore

Benevento e Cosenza si sono incontrate in Campania, in partite di campionato, ben 22 volte: il bilancio è favorevole ai sanniti con 12 vittorie e 7 pareggi. Per i lupi solo tre vittorie. Due le sconfitte con un punteggio elevato: il 4-0 nel 1950-51 ed il 4-2 nel 2018-19; seguono un 3-0 (1975-76), un 3-1 (2010-11) ed un 3-2 (2014-15).

Il Cosenza ha realizzato solo 14 reti, più due assegnate a tavolino.

Le due squadre non si sono mai incontrate nel mese di ottobre.

La prima “gioia” arriva nella stagione 1951-52, in serie C, dopo che a Benevento i lupi avevano ottenuto cinque sconfitte ed un pareggio. Il 3 febbraio, alla ventesima giornata, la formazione silana allenata da Angelo Piccaluga, in una combattuta contesa, conquista una meritata vittoria grazie alla rete di Pernigo che realizza dopo appena 3’ di gioco. Questa la formazione del Cosenza: Dal Pozzo, Martini, Manfredini, Campana, Ferrara, Furci, Massara, Amicarelli, Pernigo, Coltella, Stradella.

La seconda vittoria il 24 marzo 1957, alla 24a giornata, arriva grazie al Giudice Sportivo. La partita termina 1-1 con le reti del cosentino Borgo al 54’ e del beneventano De Petrillo al 61’ su calcio di rigore. Nella cronaca della gara, al 68′ viene annullato un gol al silano Lenci: dopo che il sig. Francesconi di L’Aquila si reca a centrocampo, alcuni giocatori beneventani invitano l’arbitro a consultare il guardalinee e subito dopo annulla per fuorigioco. Al 70′ sono espulsi Bolognesi e Galetti. All’81′ il giallorosso Monticelli respinge la palla quando questa aveva già superato la linea bianca, ma l’arbitro non concede la rete. L’episodio “clou” della gara si verifica al 12’: il giocatore del Cosenza Delfino, mentre si appresta a battere una rimessa laterale all’altezza dell’area di rigore dei beneventani, viene colpito da un sasso lanciato da uno scalmanato; ferito alla schiena, viene trasportato a braccia fuori dal campo. Il Giudice Sportivo decreta il 2-0 a tavolino.

Terza ed ultima vittoria nella stagione 1980-81, il 4 gennaio alla quattordicesima giornata. Il Cosenza espugna il “Santa Colomba” al termine di un incontro denso di emozioni. Al 33′ il Cosenza passa in vantaggio: azione sulla tre quarti, De Pasquale segue l’inserimento di Reggiani e crossa verso il centro; il libero apre sulla destra per Prima, il cui colpo di testa è vincente. I sanniti accusano il colpo e non fanno in tempo a riaversi che puntuale giunge il raddoppio al 39’: De Pasquale serve Zottoli che lascia proseguire Prima, gran botta del centravanti che corre rasoterra e, forse leggermente deviata, termina nel sacco. Al 57’ la rete del Benevento: un sapiente suggerimento di Barbieri libera Frigerio che accorcia le distanze con una bella conclusione. Quando il successo sembra ormai conseguito, a tre minuti dal fischio di chiusura l’arbitro assesta la sua mazzata indicando il dischetto del calcio di rigore. Ermini, dal limite dell’area, scocca un forte tiro che sfiora la punta delle dita di Zottoli. E’ un chiaro tocco involontario e trascurabile ma per “la giacchetta nera” non ci sono dubbi. Dopo le proteste, il cosentino Rocco viene espulso e Saviano si appresta a trasformare: conclusione di destro e prodezza di Lattuada che, disteso in tuffo, respinge di pugno sulla propria sinistra. Sulla palla s’avventa Barbieri ma spedisce oltre i pali.

Un precedente anche in Coppa Italia, edizione 1935-36.

Dopo la prima storica edizione, vinta dal Vado nel lontano 1922, il torneo di Coppa Italia si riaffaccia sul panorama calcistico nazionale allargando la propria partecipazione a 98 formazioni. Il torneo di Coppa Italia del 1935-36 può considerarsi, così, il primo vero campionato nazionale di calcio. Le preeliminatorie, riservate alle formazioni di serie C, interessano 64 formazioni ed il passaggio al turno successivo avviene in gara unica ad eliminazione diretta. Il Cosenza è accoppiato al Benevento, formazione inserita nello stesso girone di serie C dei silani. Sul terreno dei sanniti, il “Santa Maria degli Angeli”, il 15 settembre 1935, i rossoblù sono battuti, di misura, ed escono dalla competizione. Al 7′ si registra una bella fuga in contropiede di Santoro, la guizzante ala sannita, giunta sul fondo crossa alto, il portiere silano Silingardi salta per abbrancare la palla, ma viene anticipato da Pazzaglia che di testa mette in rete. Al 15′ Bergonzini, in fuga sulla destra, guadagna un angolo: battuto di precisione dallo stesso, trova solo soletto Caliumi a due passi dalla porta che non ha difficoltà a pareggiare. Al 65′ dopo uno scontro con Tessitore, il cosentino Cappelli viene prima ammonito e poi espulso quando l’arbitro si avvede che il beneventano sanguina dal naso. Rimasto in dieci il Cosenza è costretto a difendersi, ma al 76′ deve cedere su un gol di Santoro che, ricevuto un assist di testa da Pazzagli, al volo fulmina in rete senza che Silingardi possa abbozzare l’intervento.Nella foto di copertina, un’azione di gioco dell’ultima gara disputata a Benevento il 21 settembre 2019, terminata 1-0 per i sanniti.

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