Cosenza, Vigorito “salva” il Frosinone

Carmine Calabrese

Carmine Calabrese

a cura di Carmine Calabrese

Un punto e tante recriminazioni. Dopo la “scivolata” di Alessandria, il Cosenza era chiamato al riscatto in casa. Contro il Frosinone, però, al triplice fischio finale, l’amuleto del “Marulla” non ha portato bene. L’1-1 è più un “regalo” di Vigorito che un merito del Frosinone che, a dire il vero, nel secondo tempo ha spinto di più, provando a strappare un punto che fa felice Grosso.

Se focalizzassimo la nostra attenzione solo sulla leggerezza di Vigorito e sulla testardaggine di Caso, racconteremmo di due punti persi. Ma questo punto pesa e, vista la classifica, vale tanto per il morale dei Lupi. Zaffaroni, dopo aver per buona parte della settimana tenuto tutti sulla corda, ripropone il “suo” Cosenza, mandando in campo quegli uomini che, in questo momento, gli danno più garanzie. E, la scelta, è vincente.

Nel primo tempo, infatti, i Lupi dettano “legge”, mettendo paura al Frosinone e impedendo a Ciano e compagni di ragionare. Il Cosenza, gioca, convince, si mostra spavaldo e, per nulla intimorito di fronte ad un avversario più quotato tecnicamente e con una migliore condizione atletica. Nei primi 45′ la differenza non si è vista. Non a caso, infatti, Gori e Caso (mi perdonerete il gioco di parole, ndc) fanno venire i brividi a Ravaglia. Da un’invenzione di Caso, nasce il gol del vantaggio. Il “brevilineo” del Genoa, si trasforma in slalomista manda in confusione i difensori del Frosinone che, per fermarlo, non hanno altra alternativa che abbatterlo. Forneau, non ha dubbi: fischietto in bocca, dito verso il dischetto. Rigore. Gori, da vero leader, da bomber puro, si prende il pallone tra le mani e, con freddezza, spiazza Ravaglia. E’ l’1-0.

Il “Marulla” fa festa. L’orologio segna il 20′. Lo stadio invoca il nome del bomber. La scena è tutta per lui. Il Cosenza gioca sulle ali dell’entusiasmo e cerca, spesso, il gol del raddoppio. Che, però, per imprecisione, per precipitosità, per qualche leziosismo di troppo, non arriva. Il primo tempo si chiede con i Lupi in vantaggio. Il “Marulla” fa festa e canta. S’inneggia alla serie A. Nella ripresa, colpevole anche un calo fisico e forse anche di concentrazione, il Frosinone prende campo e coraggio. Grosso capisce che è il momento buono e manda in campo Boloca, Lulic e Novakovic al posto di Ricci, Maiello e Ciano. In appena un minuto, esattamente tra il 63′ e il 64′, il Frosinone acciuffa il pari. Il primo tentativo è sventato da Carraro, sul secondo si esalta Vigorito.

Zaffaroni corre ai ripari: fuori Caso, dentro Gerbo. L’intenzione del tecnico dei Lupi è quella di chiudere ogni varco. La mossa, però, non è indovinata. Il Cosenza, infatti, continua a soffrire. Ma, nonostante tutto, resiste. Resiste, fino al 71′. Vigorito, nel tentativo di rilanciare un pallone insidioso, sbaglia l’appoggio con i piedi. Il suo rilancio diventa un “assist” per Charpentier (entrato al posto di Rodhen, ndc). Il calciatore frusinate ha tutto il tempo di raccogliere palla, involarsi in area e offrire un pallone d’oro a Novakovic che ha tutto il tempo di tirare in porta, rendendo nullo il disperato tentativo di Pirrello di respingere il tiro. Il Cosenza tenta di “rialzarsi” ma la stanchezza, il nervosismo e un po’ di confusione generale ne limitano la forza e la pericolosità.

Finisce 1-1. Ma va bene così.

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